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Lo Statuto

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Lo Statuto 2016-11-29T10:27:26+00:00

Atto Costitutivo dell’Associazione

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L’anno 2013, il giorno 12, del mese di giugno i sottoscritti signori:

Pisani Bruno, nato a Vibo Valentia il 12.01.1957, residente a Vibo Valentia in viale della Pace sncn, codice fiscale PSNBRN57A12F537Y, professione medico ospedaliero-neuropsichiatra

Rotella Antonella, nata a Mileto (VV) il 13.06.1968, residente a Mileto in via Kennedy n.5, codice fiscale RTLNNL68H53F207Y, professione direttrice casa di riposo per anziani

Caterina Inzillo, nata a Vibo Valentia il 14.08.1959, residente a Vibo Valentia in via Cavour n.55, codice fiscale NZLCRN59M54F537I, professione avvocato

Borrello Serafina, nata a Vibo Valentia il 18.04.1965, residente a Vibo Valentia in viale della Pace n.8, codice fiscale BRLSFN65D58F537Y, professione medico

Pisani Michele, nato a Soriano il 05.01.1989, residente a Vibo Valentia in viale della Pace sncn, codice fiscale PSNMHL89A05I854I, professione studente

convengono e deliberano di costituire l’Associazione di volontariato ai sensi della L. 266/91 e della L.R. n. 33 12 luglio 2012 denominata “Mi.Pi.Aci”

LA sede dell’Associazione è stabilita in Vibo Valentia, via F. Barreca n.4

L’associazione ha per scopo quello di:

intervenire nei contesti familiari nel cui ambito vivono persone malate, disabili o non autosufficienti, specie se tali nuclei vivono in condizioni di povertà estrema e marginalità, in particolare fornire assistenza globale (medica, sociale, educazionale, legale, domiciliare) ai soggetti con disturbi psicologici e psichiatrici ed alle loro famiglie. I soci approvano e dichiarano di accettare lo Statuto dell’Associazione, che viene allegato con lettera”A”, al presente atto come parte integrante e sostanziale.

I soci fondatori costituiscono il primo nucleo dei soci effettivi. Gli stessi, riuniti in assemblea, eleggono il Consiglio Direttivo dell’Associazione per il primo anno, nelle perone dei signori:

Bruno Pisani

Antonella Rotella

Caterina Inzillo

I suddetti consiglieri eleggono alla carica di Presidente il Dott. Bruno Pisani, alla carica di Vice Presidente la Sig.ra Antonella Rotella ed alla carica di Segretario la Sig.ra Caterina Inzillo, i quali dichiarano di accettare la carica.

Gli organismi così costituiti rimarranno in carica fino alla prossima assemblea elettiva. trattandosi di associazione di volontariato costituita esclusivamente per fini di solidarietà, si chiede l’esenzione dei bolli e dalle imposte di registro ai sensi della L. n. 266/1991. Il Dott. Bruno Pisani viene incaricato da tutti i componenti il Consiglio Direttivo, a compiere le pratiche e le formalità ritenute necessarie per la registrazione del presente atto.

La policy di condotta verso i minori

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L’Associazione Mi.Pi.Aci segue una politica di protezione per i bambini, bambine ed adolescenti.

Il personale dell’Associazione Mi.Pi.Aci , i suoi rappresentanti e il personale di organizzazioni Partner dovranno sempre dimostrare i più alti standard di comportamento nei confronti di bambine/i  e adolescenti , così come indicati nella presente Policy sulla tutela di bambini, bambine e adolescenti.

Tali standard si applicano sia alla vita privata che a quella professionale del personale e di chiunque altro svolga attività nell’Associazione.

L’Associazione Mi.Pi.Aci assume i seguenti impegni:

  • Si impegna ad assicurare che tutto il personale dell’Associazione ed il personale di organizzazioni partner siano consapevoli delle problematiche legate all’abuso e allo sfruttamento dei minori ed ai rischi a questo connessi
  • Si impegna ad assicurare che il personale dell’Associazione e di organizzazioni Partner minimizzano i rischi al fine di prevenire eventuali danni su minori. Si dovrà creare un ambiente in cui i diritti dei minori siano sempre tutelati e i possibili abusi prevenuti.
  • Si impegna ad assicurare che il personale dell’Associazione ed il personale di organizzazioni Partner abbiano chiaro quando è necessario segnalare un sospetto di possibile abuso e quali azioni intraprendere.
  • Si impegna ad assicurare un intervento efficace in risposta ad ogni segnalazione di abuso supportando, tutelando e proteggendo il minore coinvolto.

Questa Policy incluse requisiti obbligatori che si applicano a tutti gli aspetti e ambiti del lavoro della Mi.pi.Aci : raccolta fondi, azioni di sensibilizzazione, campagne, attività di comunicazione, progetti di sviluppo e di emergenza.

Il personale della Mi.Pi.Aci, il personale di organizzazioni Partner ed i loro rappresentanti dovranno agire in accordo con questa Policy, sia nella vita professionale che in quella privata.

I seguenti criteri vogliono definire i livelli minimi di riferimento per un appropriata implementazione della Policy.

  1. Si garantisce un’ampia diffusione della Policy che deve includere necessariamente il personale della Mi.Pi.Aci, i suoi volontari e il personale di organizzazioni Partner. La diffusione è gestita in modo da assicurare che la Policy sia pienamente compresa; a tal fine può prevedersi l’utilizzo di traduzioni nella lingua dei beneficiari.
  2. L’assunzione e la selezione del personale, di altri collaboratori o volontari deve riflettere l’impegno della Mi.Pi.Aci per la tutela dei bambini, delle bambine e degli adolescenti, garantendo che siano adottate comunicazioni, controlli e procedure per escludere chiunque non sia idoneo a lavorare con minori. I candidati selezionati sono avvertiti della natura vincolante della Policy e del fatto che questo si applica sia alla vita professionale che a quella privata.
  3. La Policy deve riflettersi in ogni disposizione sia sulle risorse umane sia sulla gestione generale per indirizzare lo staff nella conduzione del proprio lavoro. La mancata osservanza degli aspetti concernenti alla Policy indicati in ciascuna di queste disposizioni deve essere considerata una grave violazione disciplinare.
  4. Tutte le attività realizzate dall’Associazione Mi.Pi.Aci, dai progetti di sviluppo alle attività di comunicazione, che coinvolgono bambini, bambine o adolescenti devono essere preventivamente valutate, per garantire che qualsiasi rischio per la tutela dei minori sia identificato e siano sviluppati sistemi di controllo adeguati.
  5. Il personale Mi.Pi.Aci, i suoi volontari ed il personale di organizzazioni Partner devono essere supportati nello sviluppo di competenze. Le informazioni di base della Policy devono essere incluse nella formazione iniziale e continuativa del personale.
  6. Tutti gli accordi tra l’Associazione Mi.Pi.Aci e le organizzazioni Partner devono includere clausole sulla Policy. Le organizzazioni Partner devono adottare la presente Policy o averne sviluppate di proprie che abbiano un approccio e degli standard simili. Gli accordi coi Partner devono evidenziare in modo chiaro le procedure concordate per la segnalazione sui casi relativi a violazioni della Policy.
  7. Nell’uso delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (internet, siti web, siti di social network, fotografia digitale), l’associazione Mi.Pi.Aci pone la massima attenzione per assicurare che i bambini, le bambine e gli adolescenti non siano esposti ad alcun possibile rischio.

Il Presidente dell’Associazione Mi.Pi.Aci ha piena responsabilità riguardo la creazione di un ambiente di lavoro che favorisca l’attuazione e lo sviluppo dei principi della presente Policy.

Il personale della Mi.Pi.Aci, ognuno secondo le proprie funzioni operative, ha la piena responsabilità di creare un medesimo ambiente di lavoro nel luogo nel quale si svolge il progetto.

Il Presidente dell’Associazione Mi.Pi.Aci ha la responsabilità di assicurare che tutti i membri del Consiglio Direttivo, del personale e dei volontari siano consapevoli del presente documento ed invitati a firmare una dichiarazione nella quale affermano che hanno ricevuto e accettato la Policy.

Il personale della Mi.Pi.Aci, i volontari, il personale di organizzazioni Partner ed i loro rappresentanti non devono mai:

  1. Colpire, assalire fisicamente o abusare fisicamente o psicologicamente di un minore;
  2. Avere atteggiamenti nei confronti dei minori che possano influire negativamente sul loro sviluppo armonico e socio-relazionale;
  3. Agire con comportamenti che siano di esempio negativo per i minori;
  4. Impegnarsi in attività sessuali o avere un rapporto sessuale con individui di età inferiore ai 18 anni, indipendentemente dalla definizione della maggiore età o dalla modalità di consenso legalmente riconosciute nei diversi Paesi. Una errata convinzione riguardo all’età di un minore non è da considerarsi una difesa accettabile;
  5. Avere relazioni con minori che possano essere considerate in qualche modo considerate sfruttamento, maltrattamento o abuso;
  6. Agire in modo che possano essere abusivi o che possano porre i minori a rischio di sfruttamento, maltrattamento o abuso;
  7. Usare un linguaggio, dare suggerimenti o dare consigli inappropriati, offensivi o abusivi;
  8. Comportarsi in maniera inappropriata o sessualmente provocante;
  9. Andranno utilizzati esclusivamente strumenti e ambienti on-line professionali di cui l’Associazione è a conoscenza e ove disponibile, linea telefonica fissa e cellulare di servizio per contati telefonici;
  10. Fare per minori cose di carattere personale, che essi stessi possono fare da soli;
  11. Dormire nella stessa stanza con un minore con cui si lavora oppure permettere ad un minore con cui si lavora di dormire nella propria casa senza autorizzazione o sorveglianza;
  12. Dare denaro o beni di altra utilità ad un minore al di fuori dei parametri e dagli scopi stabiliti dalle attività progettuali o senza che il proprio responsabile ne sia a conoscenza;
  13. Tollerare o partecipare a comportamenti a comportamenti di minori che sono illegali o abusivi o che mettano a rischio la loro sicurezza;
  14. Agire in modo da far vergognare, umiliare, sminuire o disprezzare un minore, o perpetrare qualsiasi altra forma di abuso emotivo;
  15. Discriminare, trattare in modo differente o favorire alcuni minori escludendone altri.

Questa lista non è esaustiva o esclusiva. Il principio di base è che si devono evitare azioni o comportamenti che possano essere inappropriati o potenzialmente abusivi nei riguardi dei minori

E’ importante che il personale, i volontari e d i collaboratori dell’Associazione insieme al personale delle organizzazioni Partner:

  1. Siano vigili nell’identificare situazioni che possano comportare rischi per i minori e sappiano gestirle;
  2. Riportino ogni preoccupazione, sospetto o certezza circa un possibile abuso o maltrattamento verso un minore, così come stabilito nella Policy.
  3. Valorizzano le capacità e le competenze del minore e discutano con loro dei diritti, di cosa è accettabile e cosa non lo è, di cosa possano fare nel caso in cui emerga un qualsiasi problema;
  4. Mantengano un elevato profilo personale e professionale

Incoraggino la partecipazione dei minori in modo da sviluppare anche la loro capacità di auto tutela.

Lo Statuto

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È costituita, nello spirito della Costituzione della Repubblica Italiana, ai sensi della L. 266/91 e della L.R. n. 33 del 12 Luglio 2012, una Associazione non riconosciuta, con lo scopo di intervenire nei contesti familiari nel cui ambito vivono persone malate, disabili o non autosufficienti, specie se tali nuclei vivono in condizioni di povertà estrema e marginalità, in particolare fornire assistenza globale (medica, sociale, educazionale, legale, domiciliare) ai soggetti con disturbi psicologici e psichiatrici e alle loro famiglie.
L’Associazione ha sede legale a Vibo Valentia (VV) alla via F.Barreca n.4 e la sua durata è illimitata.
Il trasferimento della sede all’interno del medesimo Comune deve essere deliberato dall’Assemblea degli associati e non necessita di modifica statuaria.

L’Associazione svolge attività di utilità sociale culturale e medico-scientifica a favore di terzi, senza finalità di lucro, per il perseguimento di finalità di solidarietà sociale e nel pieno rispetto della libertà e della dignità della persona umana, ispirandosi a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati e di tutti i beneficiari.
E si propone di:
• Fornire consulenza psichiatrica, supporto sociale, interventi pedagogico-riabilitativi, consulenza legale, giudiziale e/o stragiudiziale, ed eventuale disbrigo pratiche relative alla patologia di ognuno, e psicoterapia individuale, familiare e di gruppo, ai soggetti con disturbi psicologici, psichiatrici e neuropsichiatrici (adulti e minori) ed alle loro famiglie, in vista di un miglioramento della qualità di vita di ognuno singolarmente e come parte integrante del gruppo socio-familiare di appartenenza. Tali azioni verranno espletate anche presso il domicilio dei beneficiari.
Per perseguire tale scopo, l’Associazione metterà in atto una serie di interventi coordinati e attuati prevalentemente da volontari formati.
In particolare l’associazione si occuperà di fornire assistenza medica/psicologica/educazionale/sociale e legale a:
soggetti affetti da disturbi psichiatrici e disagi psicologici quali:
• Disturbi dell’umore (depressione, disturbo bipolare, disturbo distimico e ciclotimico)
• Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia)
• Disturbi d’ansia (disturbi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo post-traumatico da stress)
• Disturbi della personalità
• Malattia di Alzheimer e demenze
• Disturbi dell’adattamento
E alle loro famiglie, attraverso visite e consulenze mediche, legali, pedagogiche, sociali, psicologiche, anche attraverso incontri seminariali, sedute di psicoterapia di gruppo e/o colloqui individuali.
L’Associazione potrà organizzare convegni, work-shop, incontri tematici e seminari formativi e informativi.
L’Associazione potrà fare incontri di prevenzione nelle scuole.
L’Associazione potrà stipulare convenzioni /accreditamenti con enti pubblici e privati a cui fornire i propri servizi.
L’Associazione potrà effettuare in proprio e/o attraverso convenzioni con Enti di ricerca, Istituti scientifici e Enti di formazione attività didattiche e formative per cultori e anche per professionisti del settore interessati all’approfondimento di specifiche tematiche, potrà altresì effettuare, anche in collaborazione con Università ed Istituti di ricerca scientifica, indagini statistiche e ricerche.
L’Associazione potrà inoltre offrire assistenza medica, psicoterapeutica, sociale e didattico-formativa a soggetti affetti da disturbi neurologici (dislessia) ed alle loro famiglie.
L’Associazione per il raggiungimento dei propri scopi, come già precisato, si avvarrà di volontari formati e di professionisti del settore (che varieranno a seconda della tipologia del servizio espletato); le figure professionali e i volontari formati/professionalizzati, potenzialmente individuati per l’espletamento dei servizi che l’Associazione attuerà nei confronti dei beneficiari, sono indicati qui di seguito:
• Medico psichiatra-neurologo-neuropsichiatra infantile
• Psicologo
• Psicoterapeuta
• Pedagogista/educatore professionale
• Dietista
• Sociologo
• Esperto in scienze della comunicazione
• Esperto in musicoterapia
• Infermiere professionale
• Assistente sociale
• Avvocato
• Terapista occupazionale
• Animatore
• Maestro d’arte
• Mediatore familiare
• Docenti esperti nell’uso dei sussidi didattici e dei metodi di insegnante speciale a favore dei bambini con disturbi neurologici (dislessia) e delle loro famiglie e le altre figure professionali adeguate ad ulteriori emergenti bisogni.
Per il migliore raggiungimento degli scopi sociali, l’Organizzazione potrà, tra l’altro, possedere, e/o gestire e/o prendere o dare in locazione beni, siano essi mobili che immobili; fare contratti e/o accordi con altre associazioni e/o terzi in genere. Potrà ricevere, per le prestazioni professionali continuative a favore di utenti e famiglie, delle erogazioni liberali che verranno utilizzate per il pagamento degli emolumenti dei professionisti, un eventuale rimborso spese per i volontari e per le spese di gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione.

Possono essere soci dell’Associazione sia le persone fisiche sia le persone giuridiche e gli Enti non aventi scopo di lucro che ne condividano le finalità e che si impegnino a realizzarle.
È espressamente escluso ogni limite sia temporale che operativo al rapporto associativo medesimo e ai diritti che ne derivano.

Chi intende essere ammesso come socio deve farne richiesta, presentando apposita domanda, al Consiglio Direttivo ovvero ad altro soggetto da esso delegato, dichiarando di attenersi al presente statuto e di osservare gli eventuali regolamenti e le delibere adottate dagli organi dell’Associazione.
Il consiglio direttivo ha facoltà di ammettere nuovi e ulteriori soci con decisione inappellabile.
All’atto della domanda di ammissione a socio, con contemporaneo versamento della quota associativa, verrà effettuata l’iscrizione nel libro soci con contestuale rilascio della tessera sociale da parte del soggetto delegato dal Consiglio Direttivo, ed il richiedente acquisirà ad ogni effetto la qualifica di socio a partire da tale momento.

La qualifica di socio da diritto:
• a partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione;
• a partecipare alla vita associativa, esprimendo il proprio voto in tutte le sedi deputate, in particolare in merito all’approvazione e modifica delle norme dello Statuto ed eventuali regolamenti e alla nomina degli organi direttivi dell’Associazione;
• a godere dell’elettorato attivo e passivo; nel caso di persone giuridiche o Enti il diritto ad accedere alle cariche associative è riconosciuto in capo ai loro legali rappresentati o mandatari.

I soci sono tenuti:
• all’osservanza dello statuto, dell’eventuale Regolamento e delle deliberazioni legittimamente assunte dagli organi associativi;
• al versamento del contributo associativo annuale stabilito in funzione dei programmi di attività.
Tale quota dovrà essere stabilita annualmente per l’anno successivo con delibera del Consiglio Direttivo e in ogni caso non potrà mai essere restituita.
Le quote e i contributi associativi sono intrasmissibili e non rivalutabili.

La qualifica di socio si perde per recesso, esclusione, mancato versamento della quota associativa annuale, morte o estinzione della persona giuridica o Ente.
Le dimissioni da socio dovranno essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo ed hanno effetto a partire dall’annotazione sul libro soci.
L’esclusione sarà deliberata dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio Direttivo nei confronti del socio che:
• non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, degli eventuali regolamenti e delle deliberazioni adottate dagli organi dell’Associazione;
• che svolga o tenti di svolgere attività contrarie agli interessi dell’Associazione;
• che, in qualunque modo arrechi o possa arrecare gravi danni, anche morali, all’Associazione.
La delibera adottata dal Consiglio, contenente le motivazioni del provvedimento, deve essere comunicata all’interessato a mezzo lettera raccomandata.
Successivamente il provvedimento del Consiglio Direttivo deve essere ratificato dalla prima assemblea ordinaria degli associati che sarà convocata.
Nel corso di tale Assemblea, alla quale deve essere convocato anche il socio interessato, si procederà in contradditorio ad una disamina degli addebiti.
Fino alla data di svolgimento dell’Assemblea l’associato interessato dal provvedimento si intende sospeso.
L’esclusione diventa operante dall’annotazione sul libro soci a seguito della delibera dell’Assemblea che abbia ratificato il provvedimento di esclusione adottato dal Consiglio Direttivo e della deliberazione deve essere data comunicazione al socio mediante lettera raccomandata.
Il mancato pagamento della quota associativa annuale nei tempi previsti dal Consiglio Direttivo comporta automatica decadenza del socio senza necessità di alcuna formalità, salvo specifica annotazione sul libro dei soci.
I soci receduti, decaduti ed esclusi non hanno diritto al rimborso del contributo associativo annuale versato.

L’associazione trae le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento delle sue attività da:
a. quote e contributi degli associati;
b. eredità, donazioni e legati;
c. contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di istituzioni o di enti pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statuari;
d. contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;
e. entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
f. proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
g. erogazioni liberali;
h. entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, per esempio: spettacoli di intrattenimento, attività ludiche quali feste, gite, sottoscrizioni anche a premi.

Il fondo comune, costituito – a titolo esemplificativo e non esaustivo- da avanzi di gestione, fondi, riserve e tutti i beni acquisiti a qualsiasi titolo dall’Associazione, non è mai ripartibile fra i soci durante la vita dell’associazione né all’atto del suo scioglimento.
È fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto o differito, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, salvo che destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
L’Associazione ha l’obbligo di reinvestire l’eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

L’esercizio sociale va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Il Consiglio Direttivo deve predisporre il rendiconto economico-finanziario da presentare all’Assemblea degli associati.
Il rendiconto economico-finanziario deve essere approvato dall’Assemblea degli associati entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.

L’Associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la propria vita, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.
L’Associazione ha l’obbligo di impiegare gli eventuali utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Sono Organi dell’Associazione:
a. l’Assemblea degli associati,
b. il Consiglio Direttivo,
c. il Presidente,
d. il vice-Presidente,
e. il Segretario

L’assemblea generale dei soci è il massimo organo deliberativo dell’Associazione ed è convoca in sessioni ordinarie e straordinarie.
Essa è l’organo sovrano dell’Associazione e dell’attuazione sulle decisioni da essa assunte provvede il Consiglio Direttivo.
L’assemblea ordinaria delibera su tutti gli oggetti attinenti alla gestione dell’Associazione riservati alla sua competenza dal presente statuto e su qualsiasi proposta venga presentata alla sua attenzione che non sia però di pertinenza dell’Assemblea straordinaria.
In particolare sono compiti dell’Assemblea ordinaria:
a. elezione del Consiglio Direttivo;
b. approvazione del rendiconto economico-finanziario;
c. approvazione dei programmi dell’attività da svolgere;
d. approvazione di eventuali regolamenti;
e. deliberazione in merito all’esclusione dei soci.
L’assemblea, di norma, è considerata straordinaria quando si riunisce per deliberare sulle modificazioni dello statuto e sullo scioglimento dell’Associazione nominando i liquidatori.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, dal vice-Presidente o dalla persona designata dall’Assemblea stessa.
La nomina del Segretario è fatta dal presidente dell’Assemblea.
Delle deliberazioni dell’Assemblea deve essere redatto verbale, sottoscritto dal presidente e dal Segretario.

La convocazione dell’Assemblea viene effettuata dal presidente del Consiglio Direttivo mediante comunicazione scritta diretta a ciascun socio, da spedirsi, anche per e-mail con comunicazione di effettiva avvenuta ricezione da parte dell’associato, almeno 10 giorni prima della data fissata per la riunione contenente l’ordine del giorno, il luogo (nella sede o altrove), la data e l’orario della prima e della eventuale seconda convocazione che potrà avvenire anche a distanza di almeno un’ora dalla prima.
Essa ha luogo almeno una volta all’anno entro i quattro mesi successivi alla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del rendiconto economico-finanziario.
L’Assemblea si riunisce, inoltre, tutte le volte che il Consiglio direttivo lo ritenga necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione delle materie da trattare, dal Collegio Sindacale (se nominato) o da almeno un decimo degli associati.
In questi ultimi casi la convocazione deve avere luogo entro venti giorni dalla data della richiesta.
In prima convocazione l’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati almeno la metà più uno degli associati aventi diritto di voto.
In seconda convocazione l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli associati aventi diritto di voto intervenuti o rappresentati.
Nelle assemblee hanno diritto di voto gli associati maggiorenni in regola con il versamento della quota associativa.
Le modalità di votazione seguono il principio del voto singolo: una testa, un voto. Ogni socio può rappresentare in assemblea, per mezzo di delega scritta, non più di un associato.
L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, delibera a maggioranza semplice dei soci presenti o rappresentati mediante delega sia in prima che in seconda convocazione, salvo che sullo scioglimento dell’Associazione, per il quale occorrerà il voto favorevole di ¾ degli associati.

Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea dei soci ed è formato da un numero dispari compreso fra un minimo di tre e un massimo di cinque membri eletti fra gli associati; il numero dei membri è determinato dall’Assemblea.
I componenti del Consiglio Direttivo restano in carica tre anni e sono rieleggibili.
Il Consiglio elegge al proprio interno il Presidente ed il vice-Presidente.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo dei membri.
La convocazione è fatta a mezzo lettera o fax oppure per posta elettronica con comunicazione di avvenuta effettiva lettura da parte dell’interessato, da inviarsi non meno di otto giorni prima dell’adunanza.
In difetto di tale formalità, il Consiglio è comunque validamente costituito se risultano presenti tutti i consiglieri.
Le sedute sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei componenti e le deliberazioni siano adottate con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.
I verbali di ogni adunanza del Consiglio Direttivo, redatti a cura del Segretario e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto l’adunanza, vengono conservati agli atti.
Il Consiglio direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione dell’Associazione. Spetta, a titolo esemplificativo, al Consiglio:
a. curare l’esecuzione delle deliberazioni assembleari;
b. redigere il rendiconto economico-finanziario;
c. predisporre gli eventuali regolamenti interni;
d. stipulare tutti gli atti e contratti inerenti l’attività sociale;
e. compiere tutti gli atti e le operazioni per la corretta amministrazione dell’Associazione che non siano spettanti all’Assemblea dei soci, ivi compresa la determinazione della quota associativa annuale;
f. vigilare sul buon funzionamento di tutte le attività sociali e sul coordinamento delle stesse.

In caso di mancanza di uno o più componenti, come pure in caso di decadenza della carica dovuta ad assenze ingiustificate per almeno tre volte consecutive, il Consiglio provvede a sostituirli nominando i primi tra i non eletti in sede di Assemblea per il rinnovo delle cariche sociali che rimangono in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio, previa ratifica da parte dell’Assemblea dei soci immediatamente successiva.
Nell’impossibilità di attuare tale modalità, il Consiglio non procederà a nessuna sostituzione fino alla successiva Assemblea cui spetterà eleggere i sostituti per il reintegro dell’organo fino alla sua naturale scadenza.
Se viene meno la maggioranza dei membri, quelli rimasti in carica debbono convocare entro 20 giorni l’Assemblea perché provveda alla elezione di un nuovo Consiglio.

Il Presidente ha la rappresentanza e la firma legale dell’Associazione.
Il Presidente, eletto dal Consiglio Direttivo, ha il compito di presiedere lo stesso nonché l’Assemblea dei soci, stabilisce l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio Direttivo, le presiede e coordina l’attività dell’Associazione con criteri di iniziativa per tutte le questioni non eccedenti l’ordinaria amministrazione.
Il Presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e in caso di urgenza ne assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva.
In caso di assenza o di impedimento le sue mansioni vengono esercitate dal vice- Presidente.
In caso di dimissioni, spetta al vice- Presidente convocare entro 30 giorni il Consiglio Direttivo per l’elezione del nuovo Presidente.

Oltre alla regolare tenuta dei libri sociali (Assemblea, Consiglio Direttivo, Soci), deve essere assicurata una sostanziale pubblicità e trasparenza all’attività dell’Associazione, con particolare riferimento ai bilanci o rendiconti annuali. Tali documenti sociali, conservati presso la sede sociale, devono essere messi a disposizione dei soci per la consultazione, chi desidera avere copia dei documenti dovrà farsi carico delle relative spese.

Lo scioglimento dell’Associazione deve essere deliberato dall’Assemblea straordinaria con il voto favorevole di almeno ¾ degli associati aventi diritto di voto. In caso di scioglimento dell’Associazione sarà nominato un liquidatore scelto anche fra i non soci, che curi anche la liquidazione di tutti i beni mobili e immobili ed estingua le obbligazioni in essere.
L’Assemblea all’atto di scioglimento dell’Associazione, delibererà, sentito l’organismo di controllo preposto di cui all’art.3, comma 190 della L. 662/96, in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo dell’Associazione.
Tutti i beni residui saranno devoluti ad altre associazioni che perseguono finalità analoghe, oppure a fini di utilità sociale o di pubblica utilità, fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge.

Qualsiasi controversia in tema di rapporti associativi che insorgesse tra i soci o tra questi e qualsiasi organo dell’Associazione, sarà rimessa al giudizio di un arbitro amichevole compositore che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale.
L’arbitro sarà scelto di comune accordo fra le parti contendenti; in mancanza di accordo entro 30 giorni, la nomina dell’arbitro sarà effettuata dal Presidente del Tribunale di Vibo Valentia.

Per quanto non espressamente contemplato dal presente statuto, valgono, in quanto applicabili, le norme del Codice Civile e le altre disposizioni di legge vigenti in materia.

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