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Dicono di noi 2017-02-08T16:35:44+00:00

Press release

Si è conclusa con un grande successo e un’attiva partecipazione degli istituti scolastici la Prima Giornata nazionale contro il Bullismo a scuola

Si è conclusa con un grande successo e un’attiva partecipazione degli istituti scolastici coinvolti la Prima Giornata nazionale contro il Bullismo a scuola, promossa dalle Associazioni Da donna a Donna Onlus e Mi Piaci Onlus e dal consigliere comunale Claudia Gioia. Una mattinata all’insegna della riflessione e dell’educazione alla legalità attraverso un percorso, guidato dall’avv. Azzurra Pelaggi, che ha visto coinvolte le istituzioni comunali, con la presenza del Vice-sindaco Raimondo Bellantoni, e quelle scolastiche con le rappresentanti degli istituti presenti, affrontando il fenomeno del bullismo sotto i vari aspetti noti.

La lotta al bullismo. Partendo dal ruolo delle istituzioni e sulla necessità di una sinergia interistituzionale per la lotta al bullismo, aspetto approfondito da Claudia Gioia, si è affrontata la problematica attraverso il punto di vista qualificato del Dott. Bruno Pisani, il quale ha fornito importanti elementi di spunto per un prossimo incontro al fine di coinvolgere anche le famiglie in questo percorso educativo e conoscitivo. Grazie al contributo del Capitano dei Carabinieri Piermarco Borettaz i bambini presenti hanno appreso i rischi della rete, i pericoli del cyberbullismo ed i mezzi più idonei per contrastarli. La conclusione è stata curata dalla Prof.ssa Titti Preta che ha descritto il bullismo attraverso un racconto molto attuale “Il mio nome Samantha”. Interessante e pertinente anche il contributo delle Dirigenti scolastiche Dr.ssa Rosaria Galloro, Dr.ssa Domenica Cacciatore e prof.ssa Monica Abussi in rappresentanza delle istituzioni scolastiche presenti e della Dr. Franca Falduto, Responsabile Regionale delle Consulte Provinciali studentesche.

Una giornata ricca di riflessioni importanti, intramezzata dalla proiezione di video, tra cui quello realizzato dagli alunni della scuola Amerigo Vespucci di Vibo Marina che lo scorso anno è stato premiato ad un concorso indetto dal Tribunale dei Minori di Catanzaro, dalla lettura di un tema dell’Istituto comprensivo I circolo Don Bosco, Plesso Buccarelli e da tantissimi disegni creati per l’occasione dalle classi dell’Istituto Comprensivo Garibaldi, Plesso Buccarelli, che hanno fatto da contorno all’evento. Anche Vibo Valentia, come tantissime città italiane, oggi ha detto “NO” al bullismo!

Bullismo? No grazie. Si è alzata forte la voce dal Vibonese in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyber bullismo, indetta dalla Commissione Europea nell’ambito dell’iniziativa europea dedicata alla Sicurezza in rete (Safer Internet day). Giornata che anche l’Istituto comprensivo “Murmura-Trentacapilli” di Vibo Valentia, sempre attento e sensibile alle problematiche legate alle relazioni sociali nell’ambito scolastico ed extrascolastico, ha voluto celebrare, organizzando un incontro-dibattito con la presenza del noto neuropsichiatra dott. Bruno Pisani che ha relazionato sulla genitorialità e disagio giovanile.

Un evento molto partecipato, con genitori e insegnanti, in sinergia per sensibilizzare su questo tema, e che ha rappresentato «un momento di analisi e riflessione grazie – hanno spiegato dall’Istituto – alle preziose e stimolanti spiegazioni del dott. Pisani», al quale hanno voluto rivolgere il loro ringraziamento «per aver trattato diversi aspetti dell’argomento, intercalandoci in un viaggio filologico mediante  esempi concreti di vita reale». Incontro tecnico per certi aspetti, ma sicuramente un passo importante perché, hanno concluso, «traccia e segna l’inizio di un più sicuro  e consapevole cammino nella conoscenza per una migliore società». Una società che vede la scuola in prima linea, per accompagnare verso un domani migliore e più sicuro i ragazzi.

 

Fonte: http://www.21righe.it

Come supportare giovani e famiglie. L’evento presso il sistema bibliotecario vibonese

Una platea attenta e di qualità ha fatto ha fatto da cornice alla presentazione del libro “L’altra esistenza . Manuale di genitorialità” del neuropsichiatra infantile e neurofisiopatologo  Bruno Pisani.

L’evento è stato realizzato nel fine settimana a Palazzo Santa Chiara, sede del Sistema bibliotecario vibonese che,oltre ad aprire le porte dell’auditorium, ha sposato a pieno l’iniziativa. Il volume, Romano edizioni, è nato dall’esperienza più che trentennale del dottor Pisani, poliedrico presidente dell’associazione “Mi.Pi.Aci”. Si è cercato di tracciare, tramite un linguaggio semplice e l’aiuto di “Storie Vere”, un percorso che  faccia comprendere a possibilità di superare le difficoltà e le nuove sfide educative. L’educazione dei bambini e dei giovani, infatti, non riguarda solo la famiglia  ma anche le altre agenzie educative, come le scuole, le associazioni, gli oratori, e gli stessi operatori.

Genitori e istituzioni scolastiche , come evidenziato dalla giornalista Karen Sarlo, rappresentano i luoghi della creazione degli uomini del futuro. Quindi l’importanza di somministrare delle regole,nei tempi giusti, per non far perdere il senso d’identità e il rispetto verso l’altro. Aspetti che , se trascurati, possono facilitare fenomeni di bullismo: : “il bullo veste di casa vestito da bullo, a volte con un vestito cucito addosso dalla famiglia stessa. E’ una vittima anche lui. Mentre il destinatario delle sue angherie perché si fa inquisire e ferire? Perché tende ad identificarsi con chi , nel nucleo famigliare subisce.”

Fondamentale per un genitore è saper chiedere aiuto, una modalità che si trasmette ai ragazzi anche con l’esempio: quando vi sono difficoltà con i propri figli, non chiudetevi in voi stessi. Parlate, confrontatevi con gli altri e, nel caso, rivolgetevi  a persone competenti”.

Nel corso della presentazione del libro, all’interno del quale si trovano pregevoli opere grafiche di Roberto Cavaliere, Sono state sollevate domande dalla docente Francesca Galati. Tra le caratteristiche che possono riscontrarsi nel “L’altra esistenza, quelle legate all’importanza del ricordo”: “alla società attuale non conviene che i giovani siano pensatori. Importa che si leghino al presente e che sentano il bisogno impellente di ottenere qualcosa subito ed ora”. Parlando dei telefonini si è aperto lo scenario delle dipendenze : “E’ una ricchezza quando in famiglia vi sono diversità di vedute,oggi si tende ad educare ad una ipotesi di realtà. E’ così e basta. La conseguenza è un ansia soverchiante che viene curata con lo sviluppo di una dipendenza”.Eliminare lo smartphone, tuttavia, non sembrerebbe la soluzione corretta poiché si rischierebbe di strappare il giovane dal contatto con la realtà e le amicizie: “quando invece a scuola si chiede di spegnere il telefonino- ha aggiunto ancora Pisani- lo dobbiamo mettere da parte anche noi”.

Il progetto del “L’altra esistenza continua per chi lo volesse tramite il collegamento al blog dedicato sul sito www.associazionemipiaci.it  (il volume si può acquistare allo sesso sito oppure a Vibo Valentia nella libreria Mondadori.  A breve saranno comunicati ulteriori canali di distribuzione) Il Blog ci consentirà di navigare all’interno del libro aggiungendo pensieri proposte, consigli e domande.

Il Quotidiano della Calabria

Di Giusy D’Angelo

Un progetto per educare la famiglia

“L’altra esistenza, manuale di genitorialità” è un laboratorio di idee che promuove proposte educative finalizzate alla formazione di genitori efficaci e alla crescita di giovani responsabili.

Il libro, a firma di Bruno Pisani, neuropsichiatra infantile, neurofisiopatologo e presidente dell’associazione vibonese “MiPiACi”, nasce dall’esigenza divenuta impellente nella modernità di formare genitori capaci di affrontare le sfide educative del nostro millennio. Un progetto ambizioso che verrà illustrato nel corso della prima ufficiale presentazione a Palazzo Santa Chiara, sede del Sistema bibliotecario vibonese, il 3 dicembre alle 16.30.

Perché “L’altra esistenza?”. Con il titolo scelto per il volume, “Romano Edizioni”, si tenta di tratteggiare la dimensione in cui vivono le famiglie, immerse nel buio delle relazioni reciproche. Ma non solo. E’ il mondo in cui si trovavo a vivere tanti adolescenti, lontani dalla quotidianità e fagocitati da una realtà virtuale che fa perdere il contatto con l’esterno, con la scuola, con il lavoro e con la vita.

Il testo si apre con tre storie vere di disagio giovanile. La particolarità delle vicende narrate è l’open end ovvero il finale aperto per consentire al lettore di interagire, confrontarsi sul tema ed esprimere la propria opinione nel blog appositamente costruito sul sito dell’associazione “MiPiAci”.

Tra gli argomenti che emergono con forza: l’anoressia, l’uso di droghe, la teoria del Gender. I protagonisti sono, invece, i supereroi della quotidianità. Fragili vite che riscoprono, nella sofferenza, la forza e il coraggio per superare i momenti di sconforto e per costruire un futuro migliore. “L’altra esistenza” si rivolge ai genitori ma anche ai ragazzi che, tramite l’interactive-book, vogliano intraprendere un viaggio per recuperare i ricordi e le emozioni.

Un libro che profuma di esperienza, di lavoro messo in campo, anche grazie alla “MiPiAci”, a favore dei ragazzi, nelle scuole, in convegni motivazionali. L’incontro al Sbv, aperto a tutti, permetterà un ulteriore dibattito aperto. Un modo di affrontare le difficoltà con spirito critico e con onestà, per una crescita individuale e collettiva. I lavori s’avvieranno con l’introduzione della giornalista Karen Sarlo; seguiranno reading e commenti a cura della professoressa Francesca Galati. In chiusura dibattito con il pubblico e interventi del dottor Pisani.

fonte: Il Dispaccio

Si è svolto presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco” di Vibo Valentia il primo dei quattro seminari indetti dalla Dirigente Domenica Cacciatore e dall’associazione Mi.pi.aci indirizzati ai docenti per implementare le conoscenze relative alle tematiche relazionali.

Durante il seminario tenuto dal presidente dell’associazione dott. Bruno Pisani, neuropsichiatra infantile e terapeuta familiare e dalla dott.ssa Ferraro Maria Tiziana, operatrice della comunicazione, sono stati trattati temi di grande attualità come l’uso del telefonino, le dinamiche relazionali, il rapporto scuola famiglia, il senso delle regole.

“Se la famiglia costituisce la prima scuola di vita e di relazione” ha sottolineato Pisani “la scuola coopera ed integra il lavoro di competenze comunicative iniziato dai genitori”.

E’ sull’aspetto relazionale che gli studenti di oggi manifestano le maggiori difficoltà, sul riconoscimento emotivo, sulla gestione delle difficoltà.

Nel corso del workshop si è evidenziata l’importanza delle famiglie, nella creazione di una alleanza educativa con la scuola che sappia promuovere la crescita di ragazzi responsabili e capaci di discernimento.

La scuola, ha ribadito Pisani, rappresenta per un genitore il giusto contesto in cui apportare il proprio contributo circa i modelli educativi con cui promuovere lo sviluppo dei figli, per sottrarli dalle mode consumistiche di cui sono vittime.

Nei confronti della classe docente è bene che tutta la società adotti una mentalità inclusiva, ha sostenuto ancora Pisani, per non lasciare la scuola ad affrontare senza l’adeguato supporto le sfide educative dei nostri tempi.

Scuola dunque come grande famiglia in cui riconoscersi ed integrarsi e che possa rappresentare, nella testimonianza di valori solidali, una delle certezze del mondo di oggi.

In questa ottica la scuola si apre al supporto di associazioni, ha concluso la dirigente Cacciatore, che con le loro professionalità cooperano assieme alla classe docente a creare una scuola laboratorio di idee.

Il seminario ha registrato la partecipazione attiva dei numerosi docenti intervenuti, molti dei quali hanno sottolineato l’importanza di creare una comunità educante territoriale al fine di combattere l’indifferenza e la mancanza di valori a cui vengono esposti i nostri ragazzi.

Il Quotidiano della Calabria 28 Aprile 2016

La catena ha contagiato tutte, o quasi. Tre scatti per raccontare la gioia di essere mamme, e che mamme! Sorrisi, abbracci, momenti intimi dati in pasto alla ragnatela di Facebook, perché la voglia di raccontarsi è tanta, così come lo è il desiderio di condividere  momenti speciali. Da Vibo e con il resto del mondo.
E così, mentre nella terra delle notizie sulla carta e sul video continua a valere la Carta di Treviso, e per mettere in primo piano il viso gioioso di un bambino si continua a chiedere l’autorizzazione dei “parents”, le mamme vanno oltre, libere da pensieri negativi, soprattutto da quello per cui tante di quelle foto potrebbero essere usate da pedofili e simili.
Nonostante siano state messe in guardia dalla Polizia postale, continuano a nominarsi e a passarsi il testimone sempre con il medesimo invito a scegliere tre foto in cui compaiono con i loro piccoli e a pubblicarle, probabilmente anche disconoscendo l’origine del “gioco”, nato come una campagna contro l’utero in affitto poi persasi per strada. Ma attenzione, perché la cosa potrebbe sfuggire di mano, o comunque «rispondere ad una logica a cui hanno cercato di abituarci i talk show: l’esposizione agli occhi di tutti di oggetti e affetti».Il problema di quella che apparentemente sembra una ingenuità lo spiega meglio lo psicologo Bruno Pisani, che mette in guardia proprio «sull’impossibilità di verificare gli effetti a lungo termine. Il rischio, in sostanza, sarebbe quello di cadere nel meccanismo secondo cui ciascuno di noi ha un valore solo se prima riesce ad apparire e poi ad essere, senza contare il conseguente distacco dalla realtà e la possibile incapacità dei ragazzi, un domani, di relazionarsi face to face».Ecco perché, se osserviamo il problema da tale prospettiva, crolla anche la convinzione che hanno in tante di poter tornare indietro, e magari, dinnanzi ad eventuali (e a quel punto forse improbabili) proteste dei figli, di poter spiegare loro che anche la decisione di mettere su un profilo Fb le foto è stata una scelta compiuta nella convinzione che non ci fosse nulla di male. In realtà, mai come in questo caso è «l’esempio che conta, proprio perché non sappiamo cosa accadrà in futuro e che tipo di sensibilità  avranno i ragazzi maturati in specifici contesti, esempio che deve venire dai genitori, in alcuni casi impreparati ad affrontare le sfide educative del nostro tempo semplicemente perché nessuno ha insegnato loro come e cosa fare».
Insomma, social e rete a parte, ciò di cui c’è veramente bisogno è una sorta di ritorno alla normalità, ad un sistema valoriale che in alcuni casi abbiamo stravolto, ad una semplicità nel quotidiano che forse si è andata perdendo tra i mi piace ed i post su Facebook.

21righe.it

EDUCARE il bullo. Per l’associazione di psicologi e psichiatri “MiPiaCi” è possibile se, in un percorso di crescita, vengono inserite la scuola e la famiglia. “Il disagio in età infantile e adolescenziale. Il caso del bullismo e del cyber bullismo” è la tematica sulla quale andranno a confrontarsi esperti di settori, professionisti nell’ambito della psichiatria e psicologia, avvocati e ricercatori. Perché per combattere il bullismo, nelle sue diverse forme, è necessario il sinergico lavoro tra professionalità diverse. L’evento, promosso dal dipartimento Lingue e scienze dell’educazione dell’Unical, si terrà domani e rientra nel ciclo di seminari professionalizzanti. Aperto a tutti, l’appuntamento è indicato soprattutto per educatori e pedagogisti. Ed a loro si rivolgeranno i rappresentati della “MiPiAci”, diretti dal presidente Bruno Pisani.

I dati, stilati dai maggiori Istituti di ricerca, riferiscono cifre drammatiche. Basti pensare che  poco più del 50 per cento, degli adolescenti (tra gli undici ed i diciassette anni) ha subìto qualche episodio offensivo, non rispettoso o violento da parte di altri coetanei. Ben il 19,8 per cento è vittima assidua di una delle “tipiche” azioni di bullismo, cioè le subisce più volte al mese. Mentre per il 9,1 per cento gli atti di prepotenza si ripetono con cadenza settimanale. Lo scopo del sodalizio vibonese, in un contesto di confronto con soggetti che lavorano a contatto con i ragazzi, è quello di apportare il proprio bagaglio di competenze ed esperienze: «L’azione preventiva – suggerisce lo psichiatra Pisani – deve necessariamente partire dal contesto familiare  senza tralasciare l’ambiente scolastico. Sono proprio questi, infatti, i luoghi nei quali si sviluppa la personalità dei ragazzi». La “MiPiAci”, attiva sul territorio con una sezione a Vibo Valentia, ma presente nelle scuole della Provincia tramite laboratori, incontri e dibattiti, agisce in due direzioni. Da un lato, si coinvolgono i giovani in manifestazioni e appuntamenti in grado di accrescere l’autostima, il rispetto verso l’altro, il dibattito costruttivo con gli adulti; dall’altro si fornisce, tramite corsi formativi, ad insegnanti, operatori nel sociale, genitori, un modello educativo differente, basato sul  valore del “buon esempio”. La famiglia rimane l’ambito privilegiato d’intervento, perché proprio nelle dinamiche familiari, si forma la percezione del giusto o sbagliato. I risultati raccolti nel corso dell’attività dell’Associazione saranno parte integrante del contributo che la “MiPiAci” apporterà in seno al convegno Unical.

Il quotidiano della Calabria 05 aprile 2016

L’appuntamento, curato dall’associazione di psicologi e psichiatri, alla scuola “Don Mottola”

Tropea – Sono stati più di cento i docenti partecipanti al corso di formazione ed aggiornamento relativo al progetto “Orientamento e continuità”.

L’appuntamento, curato dai professionisti dell’associazione di psicologi e psichiatri “MiPiAci”, si è tenuto nei locali dell’Istituto Comprensivo Statale “Don Francesco Mottola”, nei giorni scorsi.

Un intervento, come fato presente dal team “MiPiAci” diretto dal presidente Bruno Pisani, finalizzato ad aiutare gli studenti della scuola media nella scelta della scuola superiore e, contestualmente, fornire a famiglie e docenti gli strumenti adatti per aiutarli: “L’Associazione – sottolineano i componenti – è attiva oramai da anni nel settore sociale e della formazione, grazie alla promozione di progetti a favore dei giovani e dell’intera rete educativa che li circonda”. Anche in questa ultima circostanza, resa possibile grazie all’interessamento del dirigente scolastico Tiziana Furlano e della docente Caterina Sorbilli, referente del progetto, si è registrata la buona risposta da parte del mondo della scuola: “Fare orientamento, sia scolastico che professionale, significa potenziare la consapevolezza delle proprie capacità, dei propri interessi, delle proprie attitudini”, hanno continuato evidenziato quanto il progetto focalizzi l’attenzione sulla persona, sotto l’aspetto emotivo, cognitivo e sociale.

Attraverso una conoscenza sulle proprie capacità e inclinazioni, i soggetti saranno portati ad auto orientarsi.

L’appuntamento è stato anche uno spazio di confronto con gli esperti dell’Associazione, Bruno Pisani, neuropsichiatra infantile e presidente della “MiPiAci” e Domenica Pannace, psicologa psicoterapeuta, incentrato sul tema “Quale progetto per quale studente?”

 

Il quotidiano della calabria 13 aprile 2016

Il “sesso” come una mera convenzione sociale. La teoria del Gender, nata intorno agli anni Sessanta nel mondo anglosassone, pone al centro “il genere”, annullando tutte le differenze fisiche tra uomo e donna. Dinnanzi alla confusione generatasi dalla diffusione della teoria, fatta propria da molti movimenti, l’Associazione di psicologi e psichiatri MiPiAci ha inteso aprire uno sportello informativo. Una equipe formata da neuropsichiatri infantili, psicologi, pedagogisti, educatori, operatori della comunicazione, dal 3 febbraio 2016, secondo le disposizioni del presidente Bruno Pisani (in foto), si metterà a disposizione di genitori, docenti,  studenti e quanti volessero ricevere informazioni relative alla Teoria Gender.

 Il fine, come evidenziato dai responsabili, è quello “di formare persone capaci di valutare autonomamente, in base alle informazioni ricevute e vagliate dall’esperienza personale e dai valori esistenziali di riferimento, le opinioni ed i pareri a confronto sulla tematica Gender”.

 Lo sportello verrà aperto ogni mercoledì  presso la sede dell’Associazione sita in Vibo Valentia via Filiberto Barreca n° 4, dalle 16 alle alle 18. Le consulenze offerte saranno a titolo gratuito (ulteriori informazioni potranno reperirsi visitando pagina social e relativo sito internet www.associazionemipiaci.it). La teoria “Gender” è una costruzione intellettuale non ancorata alla realtà od una opportunità per superare le ineguaglianze che esistono tra il genere maschile e quello femminile? E’ una confusione strategica ideata da ingegneri sociali o una opportunità per dare voce a minoranze oggetto di discriminazioni e bullismo? A questi e molti interrogativi cercherà di dare una risposta equilibrata, frutto della collaborazione di diverse professionalità esperte nel settore, lo sportello MiPiAci: “ Si propone, inoltre, di accogliere le paure o gli entusiasmi suscitati da questo nuovo modo di intendere la sessualità, dato anche il notevole riscontro mediatico e la mole di nuove leggi in itinere sul tema”.

Gli operatori “MiPiAci”, inoltre, saranno disponibili a tenere meeting sul tema “Gender” nelle scuole, nelle parrocchie o nei comuni qualora se ne facesse richiesta. Nel ricordare la necessità di affrontare le nuove sfide educative in sinergia, creando una rete di collaborazione dei vari settori della catena educativa, l’Associazione vibonese auspica che lo sportello sia uno spazio aperto di confronto, lontano dalle solite battaglie ideologiche cui troppo spesso si assiste.

Il quotidiano della calabria 11 gennaio 2016

Il presidente Pisani: «Continueremo a parlare di bullismo e violenza di genere»

IL primo semestre 2016 si chiude positivamente per l’associazione di psicologi e psichiatri “MiPiAci”. Il sodalizio vibonese presieduto da Bruno Pisani, infatti, ha illustrato i risultati delle attività finora promosse, partendo dagli ottimi riscontri ottenuti con i laboratori relazionali, aperti a tutti. Gli incontri, tenuti presso i locali della palestra Let’s dance di Vibo, sono stati concepiti come “spazi educativi collocati tra la famiglia e la società”. L’idea di fondo che accomuna le varie attività messe in campo dal team di professionisti “MiPiAci”, infatti, è quello di contribuire alla costruzione di una società sana, più consapevole e pronta ad accogliere con spirito critico le “novità” propinate dalla cultura moderna. In una società consumistica appiattita sul presente, il ruolo degli educatori, della famiglia, così come più volte ribadito da Pisani, presidente dell’Associazione, nonché psichiatra, è quello di offrire ai giovani un’alternativa valida, un modello di vita sano che sappia entusiasmare e istillare creatività e voglia di progettare il proprio futuro. Quindi i contributi nelle scuole, di ogni ordine e grado, al fine di interagire con i vari componenti della “catena educante”. Al liceo artistico “Colao”, si è parlato della funzione dell’immagine e dei loghi, veicolatori di messaggi; alla scuola primaria di Nicotera, diretto della dirigente scolastica Delfina Pasqua, s’è discusso di bullismo; di scelte per il futuro, invece, con gli studenti dell’Istituto comprensivo “Don Mottola” di Tropea. Formazione per i docenti, le nuove frontiere dell’educazione sono inoltre state investigate con gli appuntamenti nei locali della scuola primo circolo “Don Bosco” di Vibo Valentia, tramite la collaborazione con la preside Domenica Cacciatore. Un lavoro a stretto contatto sia con le scuole che con le realtà associative del territorio. Basti pensare i contributi nell’ambito dei seminari professionalizzati dell’Unical e di quelli formativi “Educazione e criminologia”, tenuti a Catanzaro Lido su iniziativa dell’associazione olnus centro di ascolto “Stella del mare”, presieduto da Stefania Mandaliti. Un contatto diretto con il pubblico che ha portato alla creazione di uno sportello informativo “Gender”, che ha suscitato l’interesse di molti ragazzi e anche educatori, su una tematica sempre più dibattuta; alla progettazione di un nuovo sito internet e di un blog che garantisce scambio di idee e proposte: «Risultati che ci spingono a fare sempre di più – ha aggiunto Pisani – soprattutto in vista della nuova programmazione». Per il futuro, infatti, il team “MiPiAci” prevede un’attenzione ancora maggiore «alle tematiche del bullismo, inteso come espressione del disagio giovanile, e della violenza di genere, una piaga che si ripercuote negativamente sulle relazioni interpersonali»

Il Quotidiano del Sud 21 giugno 2016 – di Giusy D’Angelo

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