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Il mondo dei bulli e delle vittime

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Il mondo dei bulli e delle vittime

Comprendere debolezze e disagi

Buongiorno a tutti e benvenuti, vi ringrazio per la partecipazione attiva e per aver dimostrato interesse per una tematica tanto preoccupante e importante come quella del bullismo. Ringrazio la nostra dirigente scolastica, la prof.ssa Licia Bevilacqua che ha accolto con entusiasmo la nostra proposta, la prof.ssa Daffinà che ha stimolato in noi un forte interesse a riguardo, sensibilizzandoci sull’argomento, la prof.ssa Caterina Inzillo, referente legale dell’istituto, le scuole presenti , le autorità , il dottor Bruno Pisani, neuropsichiatra e psicoterapeuta, che insieme alla dott.ssa Domenica Pannace relazioneranno riguardo le tematiche del bullismo e genitorialità e. Lo scopo di questa giornata è essenzialmente di carattere informativo, quale ente se non la scuola ha il compito di divulgare e far conoscere i rischi che questo “macigno” comporta? Non vi è infatti sensibilità senza conoscenza. Per stigmatizzare tali atteggiamenti è necessario immergersi nel mondo “dei bulli e delle vittime”, concepire le loro debolezze e i loro disagi sia dalla parte della preda che da quella del predatore. Bisogna innanzitutto partire dal presupposto che il fenomeno del bullismo non è una forza, bensì una debolezza. Chi preferisce comunicare con calci e pugni è privo di morale e parole, parole tolte da un’infanzia troppo difficile, una famiglia troppo distante , violenta. Il bullo è una vittima del passato. Crescendo matura in se un forte desiderio di trasgressione, dal latino transgredi (oltre le regole). “Abbattere ogni limite”, è questo il motto di ogni bullo, anche a costo di infliggere dolore agli altri. Egli vuole dimostrare agli altri nonché a se stesso di essere qualcuno, non uno qualsiasi, un potente, che lanciando uno sguardo riesce a imporsi e ad incutere terrore. Cosi, alle povere vittime basta un niente per diventare oggetto di scherno, di violenza, a volte a causa di uno sguardo rivolto male, a volte perché ci si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Si entra così in un tunnel, il tunnel dell’orrore. I sorrisi, la spensieratezza dell’adolescenza, lasciano spazio alle notti insonni, alle lacrime, ai lividi. Si muore per 2 euro, per uno sguardo di troppo, per una parola di troppo, si muore nel nulla e per nulla, perché si, a volte il bullismo può sfociare anche in qualcosa di molto più grande. La famiglia in sinergia con la scuola deve collaborare al fine di debellare tale realtà, sensibilizzando i ragazzi e facendo in modo che imparino a non essere violenti e a denunciare chi lo è. A tutti i ragazzi che si trovano o si sono trovati in questa brutta situazione vorrei solo ricordare che non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo! Vorrei concludere con uno slogan: è facile prendersela con i più deboli, e se domani  il più debole fossi tu? Grazie per l’attenzione, proseguiamo.

Maria Antonietta Lico
Liceo Scientifico Soriano calabro

2017-04-19T12:50:08+00:00

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