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I giovani e la loro capacità di chiedere aiuto

||I giovani e la loro capacità di chiedere aiuto

I giovani e la loro capacità di chiedere aiuto

Quando si affronta il disagio dei propri figli

Spesso ci troviamo ad affrontare situazioni di disagio dei nostri figli i quali non sono stati capaci di chiedere aiuto nel momento del bisogno.
Si tratta di evenienze le più diverse: dal disagio affettivo, alle difficoltà relazionali in ambito scolastico ed extra, ai problemi esistenziali.
Alla nostra domanda rivolta al giovane: “Ma non potevi chiedere aiuto?” la risposta è spesso la stessa:
“ Non credevo di averne bisogno, pensavo di farcela da solo”.
A volte il figlio non ci vuole deludere, svelando situazioni che secondo lui potrebbero determinare la nostra disistima nei suoi confronti.
Oppure prende tempo, sperando che le situazioni si aggiustino da sole.
O forse non ha la certezza di essere capito e quindi teme o sottovaluta il nostro aiuto che pensa possa sfociare in critica e giudizio.
In una famiglia in cui c’è poca comunicazione e circolazione di idee, facilmente si arriva a situazioni di emergenza senza accorgersene.
Il non riuscire a chiedere aiuto quando serve ci induce a vigilare sulla compagnia e sui luoghi che i nostri figli frequentano.
Mi dice Giorgia durante un colloquio: “A chi avrei dovuto chiedere aiuto? I miei genitori hanno le giornate piene di mille impegni. Sono pronti a giudicare e fanno anche bene, visto che sbaglio sempre le mie amicizie. Ma poi, dottore, cos’è un vero aiuto? Certo non la consolazione o la rassicurazione, che spesso innervosiscono pure.
Chi può capire veramente l’emozione che provi? O la paura che ti blocca e non ti fa andare oltre l’ostacolo?
Si, è spesso la paura che non ti fa chiedere aiuto.
Paura, a volte terrore, per le conseguenze, per ciò che ti diranno gli altri, per come ne uscirai da quella situazione.
Tutto è confuso, ora troppo soverchiante per decidere, ora illusoriamente lontano tanto da pensare che rinviare sia la scelta più giusta.
A volte mi percepisco capace di aggiustare tutto, altre senza volontà pur con l’acqua alla gola.
L’immagine che ho di me cambia velocemente nel tempo tanto da non riuscire a percepire i miei pensieri con nitidezza.
E’ un momento che passa o devo chiedere aiuto? Mi posso destreggiare da sola o è meglio lanciare l’sos?
L’ideale sarebbe essere aiutati senza doversi giustificare, o dire scusa non lo farò più, perché quello che hai fatto in fondo rientra nel tuo percorso di vita.
L’aiuto sincero non è giudicante ma nel riceverlo ti fa prendere consapevolezza dell’errore.
Mi piace pensare che lì dove nasce il mio bisogno ci sia la persona capace di porgermi la mano,
che dove c’è l’ombra che volge a buio fitto ci sia la luce che illumina e guida nonostante il tumulto delle emozioni che si rincorrono.
Prima che sia troppo tardi o che il tuo attendismo peggiori la situazione.
Prima che tu pensa che ormai non ci sia più niente da fare.
Prima di sentirti fuori dal reale.
Ecco l’aiuto è prima…!”.
Giorgia forse imparerà a chiedere aiuto prima…, per ora rimane la sua riflessione, una maggiore consapevolezza dei pericoli cui va incontro facendo uso di droghe ed alcool, la disponibilità a rivedere credenze e prospettive future.

2017-06-08T17:28:15+00:00

About the Author:

“Il giovane in difficoltà è portato ad allontanarsi da chi gli può porgere aiuto ed entrare nel tunnel delle dipendenze”

Presidente dell’Associazione, il Dott. Bruno Pisani gestisce e coordina le attività e lo staff, composto interamente da professionisti che impegnano gran parte del loro tempo allo sviluppo ed alla messa in opera di nuovi strumenti educativi e terapeutici. Laureatosi nel 1984 in medicina e chirurgia presso l’Università degli studi di Messina e specializzatosi successivamente in neurofisiopatologia e neuropsichiatria infantile, è attualmente dirigente medico presso la divisione di Psichiatria del presidio ospedaliero di Vibo Valentia, struttura all’interno della quale opera come dirigente fin dal 1988.

Il Dott. Pisani ha al suo attivo la stesura di numerosi articoli scientifici tra i quali:
“Turbe della conduzione cardiaca in pazienti epilettici in trattamento con carbamazepina” (ed. Rassegna di Medicina interna 1985
“Atassia – Teleangectasia: descrizione di un caso” ed. Società Italiana di Neurologia 1985
“La sindrome di Louis-Bar: considerazioni su un caso” (ed. Acta Neurologica giugno 1986)
“Carbamazepina-viloxazine interazione in pazienti con epilessia” (ed. British Medical Association 1986)
“Pharmacokinetics of the antidepressant drug viloxazine in normal subjects and in epileptic patients receiving chronic anticonvulsant treatment” (ed. Psychopharmacology Sringer-Verlag 1986)
“Flunarizina e farmaci anticonvulzivanti dati preliminari sui livelli plasmatici” (ed. Boletim da Liga Potuguesa Contra a Epilepsia 1986)

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