Pubblicazioni recenti

Commenti recenti

Archivi

Il cyberbullo è ancora più…bullo!

|||Il cyberbullo è ancora più…bullo!

Il cyberbullo è ancora più…bullo!

Il cyberbullismo, patologia relazionale espressione di disagio emotivo-comunicativo.

Il cyberbullismo è una patologia relazionale nata in famiglia come espressione di disagio emotivo-comunicativo.

Si tratta spesso di ragazzi poco o nulla abituati al contatto fisico, sia esso rappresentato da un abbraccio o da una carezza o un bacio. In genere figli di genitori distanzianti, senza contatto oculare, con patologie comunicative che vengono applicate sistematicamente nella quotidianità familiare.

In queste realtà l’incongruenza dialogica è una delle cause più frequenti di blocchi comunicativi e/o distorsioni. Il futuro cyberbullo viene esposto in modo continuativo a comunicazioni incongrue, con la caratteristica del doppio legame, ossia senza la possibilità di potersi sottrarre al ruolo di destinatario di messaggi paradossali.

La modalità espressiva non congrua al contenuto del messaggio non consente inoltre, ai figli, di contestualizzare emotivamente la realtà che stanno vivendo.

Spesso durante una conversazione familiare uno dei genitori attribuisce al figlio idee e certezze o affermazioni non vere. Questo pensiero sperimentato inizialmente come estraneo dal figlio successivamente viene introiettato anche se non se ne riconosce l’appartenenza.

Partendo da questi presupposti si capisce come questi ragazzi crescano in modo da evitare il contatto relazionale diretto, soprattutto oculare, e sviluppino una modalità relazionale intimidatoria che verrà esercitata principalmente nel mondo del virtuale, facilmente accessibile ed a basso costo.

Nel contesto del virtuale il cyberbullo infatti, compensa le sue difficoltà relazionali-comunicative e l’incapacità di sentire l’emozione che il suo interlocutore avverte.

Vive lontano dal contatto reale che sperimenta come minaccioso, al riparo dalla mente altrui la cui malevolenza è sempre temuta e data per certa.

Date le condizioni di sviluppo è inevitabile per il cyberbullo essere crudele e non avere nessuna o poca consapevolezza delle conseguenze delle sue azioni.

In fondo il cyberbullo è stato creato in famiglia per esercitare questo ruolo nella società virtuale, vittima prima di tutto lui, di relazioni patologiche familiari che si autoalimentano e che creano una mente crudele che ha bisogno di fare del male per trovare un punto di equilibrio al di sopra delle mille contraddizioni interne che ne rendono a volte la vita insostenibile.

La prevenzione deve essere ovviamente esercitata in famiglia e l’intero nucleo, in caso di bullismo, dovrebbe essere sottoposto a psicoterapia.

L’associazione mi piaci ha da poco tempo pubblicato un manuale di genitorialità, che può essere ritirato da questo stesso sito, e che rappresenta per le famiglie un valido punto di riferimento per creare relazioni in armonia, ponendo così i figli al riparo da possibili futuri disagi relazionali e comportamentali.

2017-04-19T17:14:58+00:00

About the Author:

“Il giovane in difficoltà è portato ad allontanarsi da chi gli può porgere aiuto ed entrare nel tunnel delle dipendenze”

Presidente dell’Associazione, il Dott. Bruno Pisani gestisce e coordina le attività e lo staff, composto interamente da professionisti che impegnano gran parte del loro tempo allo sviluppo ed alla messa in opera di nuovi strumenti educativi e terapeutici. Laureatosi nel 1984 in medicina e chirurgia presso l’Università degli studi di Messina e specializzatosi successivamente in neurofisiopatologia e neuropsichiatria infantile, è attualmente dirigente medico presso la divisione di Psichiatria del presidio ospedaliero di Vibo Valentia, struttura all’interno della quale opera come dirigente fin dal 1988.

Il Dott. Pisani ha al suo attivo la stesura di numerosi articoli scientifici tra i quali:
“Turbe della conduzione cardiaca in pazienti epilettici in trattamento con carbamazepina” (ed. Rassegna di Medicina interna 1985
“Atassia – Teleangectasia: descrizione di un caso” ed. Società Italiana di Neurologia 1985
“La sindrome di Louis-Bar: considerazioni su un caso” (ed. Acta Neurologica giugno 1986)
“Carbamazepina-viloxazine interazione in pazienti con epilessia” (ed. British Medical Association 1986)
“Pharmacokinetics of the antidepressant drug viloxazine in normal subjects and in epileptic patients receiving chronic anticonvulsant treatment” (ed. Psychopharmacology Sringer-Verlag 1986)
“Flunarizina e farmaci anticonvulzivanti dati preliminari sui livelli plasmatici” (ed. Boletim da Liga Potuguesa Contra a Epilepsia 1986)

Leave A Comment

Acquista il libro "L'Altra Esistenza - Manuale di Genitorialità" Rimuovi