Espressione di disagio giovanile creato in famiglia.

Disagio giovanile creato in famiglia

Bullismo e cyberbullismo

Il bullismo è un comportamento violento ed intenzionale, sia fisico che psicologico, oppressivo e vessatorio, ripetuto nel tempo, attuato nei confronti di persone considerate fragili ed incapaci di difendersi.

Sono coinvolti soprattutto i giovani tra gli 11 e 17 anni, prevalentemente a scuola ed a vario titolo: come bulli, fiancheggiatori, spettatori e vittime.

Le percentuali di questo fenomeno sono andate progressivamente ad aumentare nel corso di questi ultimi anni, tanto che si parla del 50% di studenti tra gli 11 e i 17 anni che subisce qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi. Il 20% degli studenti è vittima assidua di una delle tipiche azioni di bullismo, cioè la subisce più volte al mese.

Il cyberbullismo è considerato una particolare forma di bullismo commesso tramite l’uso delle tecnologie d’informazione e della comunicazione, come telefoni cellulari, tablet, internet.

Consiste nell’invio di messaggi offensivi, insulti o di foto umilianti per molestare una persona per un periodo più o meno lungo.

Un aspetto che differenzia il cyberbullismo dal bullismo tradizionale consiste nella natura indiretta delle prepotenze attuate in rete, non c’è mai un contatto faccia a faccia tra vittima ed aggressore nel momento in cui gli oltraggi vengono compiuti.

Noi riteniamo che gli scarsi risultati ottenuti nella prevenzione e contrasto delle varie forme di bullismo sia dovuto all’insufficiente coinvolgimento delle famiglie.

L’ambiente familiare è il setting dove si formano i principali attori di questa particolare forma di disagio giovanile.

Il fenomeno del bullismo è innanzitutto una patologia relazionale, appresa in famiglia che poi si va ad agire principalmente nel contesto scolastico.

Il bullo, così come la vittima, escono già da casa con questa parte relazionale cucita addosso per cui le varie forme repressive attuate a scuola od in altri ambienti daranno scarsi risultati perché agiscono troppo a valle rispetto al momento della creazione del disagio.

La parte relazionale disturbata del bullo si lega a quella della vittima in un autosostentamento di ruoli patologici appresi in famiglia e che conferiscono una identità nonostante la disfunzione comportamentale.

La vera prevenzione del bullismo si realizza in famiglia, bonificando le modalità relazionali all’interno di questo setting ed evitando che i figli assistano ad episodi di violenza fisica e psicologica.

Il Manuale di genitorialità ‘L’altra esistenza’ disponibile sul nostro sito è un ottimo strumento per prevenire e comprendere, oltre agli altri disagi giovanili, anche il fenomeno del bullismo.