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Il bullismo da altra prospettiva

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Il bullismo da altra prospettiva

Un mondo fatto di paure, prepotenze e sofferenza

Vorrei analizzare con voi, oggi, la parola bullismo da un’altra prospettiva.

Una parola formata da lettere comuni. Ma cosa si cela dietro queste lettere? Si cela un mondo di paura, prepotenza e sofferenza, sia interiore che esteriore.

Al sentire questi “sentimenti d’angoscia” tutti voi penserete solo alla vittima, a quel ragazzo indifeso che non reagisce, quel ragazzo introverso che non ne parla, quella spugna che assorbe tutto.

E il prepotente? Che sentimenti prova lui? Cos’è che lo porta a essere così? Sarà forse una famiglia che non lo gratifica? Oppure una famiglia che non lo considera? O meglio, genitori con cui non parla?

D’altronde anche lui è un ragazzo, e a questa età le nostre azioni sono reazioni, imitazioni, abbiamo bisogno di esempi da seguire. Ma se questi non ci sono, se questi non sono buoni esempi, il ragazzo come farà a distinguere il bene dal male?

Allora diventerà fragile, avrà paura di essere invisibile a scuola così come lo è a casa e, perché non accada, comincerà e vorrà prevalere sugli altri.

Dopo questa premessa, domando a voi tutti: perché al giorno d’oggi i ragazzi che scelgono di essere “bravi ragazzi” sono veramente pochi? Sarà forse la società che lo impone? In qualche modo ci sentiamo quasi impossibilitati di scegliere, “obbligati” a seguire la massa perché è la scelta più facile, quella le cui conseguenze sono facili da gestire, perché si, andare contro corrente è difficile, ci addosserebbe responsabilità per cui ci vuole coraggio, molto coraggio. Allora mi chiedo, di nuovo, perché sono pochi i coraggiosi d’essere se stessi?

Maria Carmela Ciconte

Liceo Scientifico Soriano calabro

2017-04-19T12:50:15+00:00

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